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18 settembre 2007 ( Editoria )

Giulo Carpi al Convegno Nazionale dell'Ass. ne Italiana Catecheti a Torre Annunziata

News: Giulo Carpi al Convegno Nazionale dell'Ass. ne Italiana Catecheti a Torre Annunziata
Giulio Carpi tra i relatori Convegno Nazionale dell’AICa (Associazione Italiana Catecheti) TORRE ANNUNZIATA (Napoli) – Villa Tiberiade  23-25 SETTEMBRE 2007 - La problematica del linguaggio in rapporto alla catechesi

Le questioni relative al linguaggio sono al cuore della catechesi. Essa infatti si comprende a servizio della Parola, per prolungarne la forza e l'appello nel nostro tempo e nelle concrete situazioni di vita, e allo stesso tempo a servizio del cammino di ogni uomo perché, nell'interazione con la Parola e in una comunità di credenti, ciascuno si comprenda e progetti la sua vita nell’orizzonte della fede.

In quest'ottica si situa l'intervento del nostro Presidente Giulio Carpi intitolato: "Accendere la catechesi. Una nuova esperienza tra linguaggi, metodi e dinamismi della persona" in programma per Lunedì 24 Settembre alle ore 9.00, all'interno del Convegno nazionale dell'AICa che si tiene a Torre Annunziata (Napoli) presso Villa Tiberiade dal 23 al 25 settembre 2007.


La testimonianza del Presidente, Salvatore Currò

Abbiamo raccolto una testimonianza sull'evento di don Salvatore Currò: "Questa dinamica o quest’opera di mediazione della catechesi ha il tono di una peculiare esperienza comunicativa e comporta una serie di compiti che hanno a che fare col linguaggio. L’attuale contesto culturale sembra stimolare una ricomprensione di questi compiti e ci invita a riproporci alcune domande. Ad es.: come rendere parlanti i linguaggi propri della fede (il linguaggio biblico, liturgico, della tradizione teologica e spirituale, del magistero…)? Come valorizzare i linguaggi propri del nostro tempo (i linguaggi dei media, i cosiddetti nuovi linguaggi, il parlare semplice e quotidiano della gente)?

Ma c’è di più: la questione del linguaggio non è solo questione di strumenti da valorizzare, né solo di rivestimento esterno della proposta cristiana. È, più radicalmente, questione che tocca le dinamiche profonde della comunicazione, delle relazioni, della possibilità stessa di comprendersi e di comprendere la Parola di Dio. Il linguaggio è in realtà il mondo che viviamo: viviamo nel linguaggio; per dirlo con una formula heideggeriana: il linguaggio è la casa dell’essere. Gli interrogativi si allargano: come favorire un’azione catechistica più situata nei luoghi di vita delle persone, nei diversi luoghi linguistici, nei luoghi dell’elaborazione del senso? Come assumere le esigenze poste dai processi linguistici in rapporto al cammino di fede? E cosa vuol dire camminare nella fede abitando il linguaggio e i diversi linguaggi? E ancora: come abitare la Parola o un linguaggio radicato nella Parola?
Le direzioni di ricerca del Convegno
Il nostro Convegno, pur attento all’ampiezza delle questioni in gioco e senza semplificarne la complessità, si ritaglia degli obiettivi e un itinerario. Lo facciamo ispirandoci al n. 208 del Direttorio Generale della Catechesi, dove si tocca il tema del linguaggio nel quadro di una catechesi pensata nell’attuale contesto socio-culturale e quindi nella prospettiva dell’inculturazione della fede: 

Ecco tre domande che indicano tre direzioni di ricerca del nostro Convegno, da pensare strettamente connesse tra loro:
1. Come valorizzare oggi i linguaggi tradizionali della fede?
2. Come aprirci ai nuovi linguaggi?
3. Come stimolare nuove espressioni del Vangelo e cammini di fede nei luoghi (fisici, culturali, esistenziali) delle persone?

Lo stile di lavoro e il più ampio cammino dell’AICa
Il lavoro di AICa, vuole caratterizzarsi per un clima di libero confronto e di ricerca. Il Convegno vuol essere anche un’occasione di incontro fraterno tra di noi e di reciproco sostegno nella ricerca catechetica in cui ciascuno è impegnato; nell’ottica anche di tener viva la ricerca catechetica in Italia. Sarà anche sicuramente un’esperienza di ricerca-confronto nella fede. A questo proposito sentiamo come parte integrante del Convegno i momenti liturgici, animati da Rosangela Siboldi e dalle suore dell’Auxilium: tali momenti situano il nostro parlare, studiare e ricercare nel Parlare di Dio.

Va sottolineato poi che questo nostro lavoro su Pluralità di linguaggi e cammino di fede si situa nel cammino che l’AICa in questo tempo sta facendo. Due iniziative vanno particolarmente ricordate: il Convegno del settembre 2006 a Lecceto (Firenze) e il seminario dei giovani catecheti nel marzo 2007 in Puglia. Il Convegno del 2006 (sul tema La catechesi: eco della Parola e interprete di speranza. La questione ermeneutica e il suo significato per l’educazione alla fede), affrontando la questione ermeneutica, ci ha dato l’orizzonte più ampio (antropologico e teologico) della problematica sul linguaggio e costituisce quindi una buona base per il lavoro di quest’anno. Il seminario del 2007 (sul tema Dove si situa la catechesi? I contesti ecclesiali, culturali e umani dell’azione catechistica) ci ha aiutati, nel confronto anche con le sollecitazioni provenienti dal Convegno Ecclesiale di Verona, a pensare la catechesi più situata non solo nel contesto ecclesiale-pastorale ma anche nei luoghi di vita delle persone. Abbiamo avvertito come la questione dei luoghi sia immediatamente legata a quella dei linguaggi".


La documentazione relativa alle due iniziative è reperibile sul sito dell'Associazione AICa(www.catechetica.it) e può costituire per tutti una buona preparazione al Convegno.

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