Progetti Educativi 

Finalità di ogni progetto educativo CREAtiv è quella di educare le persone coinvolte ad una positiva consapevolezza di sè, valorizzando le risorse personali presenti in ognuno.

Questo approccio nasce dalla convinzione che ogni essere umano ha il diritto di avere tempi e spazi per esprimere la propria creatività e che in questa manifestazione il soggetto possa trovare stimoli positivi per la sua crescita.

Nel processo educativo dare tempo e spazio alla persona significa saper ascoltare in modo empatico, ovvero accogliere l'altro a partire dalla sua realtà e, da essa, iniziare la costruzione di un ponte relazionale fatto di dolcezza, forza e humor.

 

Approfondimenti »

News

News: I Ragazzi di "Langhi City" parlano insieme a CREAtiv del senso della vita con un cortometraggio 19 luglio 2010

I Ragazzi di "Langhi City" parlano insieme a CREAtiv del senso della vita con un cortometraggio
Con un film alla scoperta del senso della vitaIl titolo è portatore di una grande verità e, insieme, di una grande speranza:... ...»
 
News: Parte il battello contro il disagio e la disabilitą. Un progetto in collaborazione con Ring14 e non solo... 9 luglio 2010

Parte il battello contro il disagio e la disabilitą. Un progetto in collaborazione con Ring14 e non solo...
Con gli educatori di CREAtiv insieme in nave per combattere "disagio e disabilità" con il progetto: "ESSERE FRATELLI... ...»
 

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Foto Responsabile settore: Progetti Educativi

Responsabile settore

Anna Petrolini
Tel. 0522873011 - 0522874051
email: progetti@creativ.it

 

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CREATIV SOCIALE il Brand del Settore Progetti Educativi 

Cosa significa lavorare con i bambini 

Lavorare con i bambini significa avere la capacità di gestire la complessità, in quanto elemento trasversale, quindi spesso presente, nella quotidianità della fanciullezza. E’ necessario ascoltare eliminando ogni pregiudizio, pensiero, volontà personale. E’ una via essenziale per creare armonie educative con il bimbo. Crediamo che nessun educatore, genitori compresi, sia in grado di operare in solitudine. Occorre mettersi in relazione all’interno di una rete progettuale al cui centro è posto il bambino, l’adolescente, il giovane, affinché la rete funga da isolante dalle proprie realtà soggettive. Non è un azzardo parlare d’auto – educazione, costretti ad imparare, a far uscire da noi (ex bambini) il meglio come nell’etimologia dell’educare.

Cosa vuol dire essere bambini?

E’ un insieme di bellezze! L’uscire da tutto ciò che è scontato, rituale, perché anche noi come i bambini dobbiamo tentare l’impossibile, ciò che è sopra le capacità conosciute e scoprirci nuovi. C’è urgenza d’adulti che sappiano essere adulti ma che sappiano ascoltare il bambino che è in loro, capaci di coniugare rigidità con flessibilità, l’autorevolezza con il gioco.

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